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 | Tu candida rosa
Bocciolo regina
Nel giardino della primavera
Canta madre
Insieme ai fiori
Il gaudio dei suoi tanti misteri
Annuncio di luce
Che vivesti
Ornata dalle voci
Della grande e immensa schiera
Baciata dall'amore incomprensibile
Proposta di riscatto dai dolori
Futuro di una vergine
Gia Madre
Incanto
Di profumi incensi e allori
Vivesti in quel momento
Il suo cammino
E noi a te alziamo grati
Le mani che ci uniscono al suo cuore
Annunzia
Ciò che udisti in quell'essenza
Partecipa ai tuoi figli
Il tuo coraggio
Gioia, lacrime ed eterna gloria
Fiatasti per accogliere
I tuoi bimbi.
Partisti poi, si fiera
A visitar l'Elisa d'umiltà
Fatiche t'aspettavi
E non temevi
Montagne non turbarono
il tuo si
né ciottoli d'inciampo
dieder pena
con luci di riflessi
del tuo sposo
custode del tuo santo e del tuo amore
incontro d'incredibili potenze
tu donna riscattavi l'ingannata
che volontà d'onore
si vendette
madre ti chiamò
e tu sublime
la ornasti del tuo umile richiamo
magnificenza
urlasti ai troni alti
di chi credeva vincere in eterno
promesse rammentasti alla famiglia
che in grembo al bianco seno
battesimo portò
al sol contatto lieve
di luce sfolgorante
fremette l'acqua viva
che già si riversò.
Disceso poi nel buio
di quel tremendo gelo
tu,
che di reggia unica
portavi il tron
re,
di regni veri e immacolati
scegliesti polvere
per rinfuocar le pietre
che dal profondo
di secolar frammenti
compatte e assenti
non voller rimirar
e ancor nel dubbio
di chi ti vuole assente
già prevenivi ai figli
il pane sulla paglia
segno di mensa eterna
per chi ti vuol lontano
sentirono l'arrivo
i Dotti alla ricerca
prostrando a te infuocato
il dono dell'inchino
eppur ancor si beano
i maghi insuperbiti
non paghi di lenticchie
scambiate per splendor
Lasciasti ogni tuo astro
lucente di lassù
e già l'unica stella
cantava a noi l'amor
porgi madre santa
la voce dentro ai cuor
che già presenza ammettono
contatto di giordano universale
e là dove ragione
non libera pastor
ricorda con il manto
il vino dell'amor
attingi gocce d'olio
dal sangue del suo cuor
misericordia illustre
che replica non dà.
Tempio ti chiamò sulle tue mani
lui che di semplicità
ti vide guida
purificata all'ardere del sogno
deponi o bimba fertile
i pargoli sul tron
ammanta
attendi
e vigila
rischiara nei sepolcri
il radical nemico
che solo al tuo sorriso
rimembra il suo castigo
e preda più non ha
paziente affida agli angeli
la voce della scorta
alleggerisci il grave
che più non tornerà
ristora ed incoraggia
fortifica ed applaudi
risposta ai tuoi bagliori
saran le nostre lodi
ringraziamento eterno
che pace ti darà
di pianti ridiscesi
per l'ultima pietà
sii tu nostra clemenza
che chi t'incoronò
non può negar perdono
proposto dal tuo cuor.
Smarriti cerca o madre
la via del suo riabbraccio
ricorda l'agonia
l'angoscia che provasti
col tuo paterno al fianco
nel buio dei tre dì
aggiungi una tua goccia
al nostro ricercar
sarà profumo dolce
che notte placherà
Rivedi il suo ritorno
la fine di paure
che mise nel tuo talamo
abbraccio di certezze
il solo a te chinarsi
ci rende già sicuri
che il nostro ritrovarci
è scritto nel tuo libro
dipinto dalle gocce
profuse sull'altar
di questo marmo ingrato
che tutti completiam
e volontà più lustre
faceva il tuo bambino
nascosto a quel tuo parto
che a noi volle chiamar
per dire nel tuo intimo
aiutami a salvar
racchiudi dunque o stella
i petali gigliati
ed offri al tuo rubino
l'immensa carità
che meritasti eterna
per obbedienza casta
che vide la vittoria
seppur spremuto fu
quel sangue
unito a te. | 
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| «Silenziosa meditazione sui misteri gaudiosi» |
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