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Alla mia terra sarda
al suo dolore... |
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Piango per il fato avverso
la natura e il suo corso
ciò che accaduto non ha freni
ne argini a contenerlo,
dona e toglie allo stesso tempo
nella sua ira non ce malafede o alcuna colpa
se non quella di essere al di sopra di noi
delle nostre miserie.
Ma di miseria si muore
nel grido muto della disgrazia
nessuno avverte chi non conta
chi non ha diritto
se non quello di sopravvivere alla vita.
Non urla il fluido oscuro
rami come ossa strappate
mischiano il fango
di questa terra così assetata
non oggi che l’acqua gettatagli
addosso,
pesa come il dolore di chi non torna...
Piango per loro
per il colore che ha tolto
ai muri bianchi
di questo sole latitante
per il sangue che scorre
senza argine
dentro e fuori da questa carne.
Urlo per coloro che lottano
con la convinzione di poter sanare
là dove l’uomo ha sporcato
per denaro l’acqua da bere,
infangato spiagge,
avvelenato pascoli verdi.
Rido perché ricordo
il suo profumo
ti rimane dentro
anche quando sei lontano
lo sento nel respiro del vento
nella schiuma del mare,
lo sento è il richiamo di tua madre
indelebile al tempo
si lascia ascoltare. | 
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