Equilibrio precario
Viaggio nella valle
vestita di rosso
fra cocci aguzzi
e vetri infranti.
Vedo una via
che porta all'orizzonte,
esala un odore
di rose che tardano
a sbocciare, appassite
prima ancora di fiorire.
Cammino, ma l'orizzonte
prima acceso, ora spento,
è sparito. Si è voluto nascondere
nel buio della notte.
Non vedo, ma sento
il rumore dei miei passi,
scricchiolio tremante
sul ciglio della strada.
Equilibrio precario
d'un acrobata circense
centro del cerchio
centro di sguardi
rullo di tamburi
che suonano sordi,
chiusi gli occhi,
un lungo respiro e la corsa veloce dall'altra parte fino all'alba.
La valle brilla di nuova luce
bianca di un candido sole,
e madido di sudore
la notte sulle spalle
ritorno a viaggiare.
©
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L'autore
Fabrizio Corazzini
Non so come definirmi. Ho iniziato a scrivere poesie da poco tempo, ho solo 19 anni e vedo nella poesia un mezzo per esprimermi. Scrivo di getto, sull'onda dell'ispirazione, e piu che un equilibrio formale o tematico cerco di dare forma alle emozioni attraverso le parole. Voglio tenermi lontano dalla banalità, e spesso
Commenti (1)
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Antonella Bonaffini3 luglio 2009
Si rintraccia una profonda malinconia... la tristezza che muove il nostro poeta trasuda da ogni singola parola... molto sentita e particolarmente apprezzata.
