Volevo
Parlerò dei sogni perduti
degli istanti che sono stati rubati
afferrati, distorti e dimenticati
dagli anni e dal vento.
Ricordo gli inverni passati
nelle notti che assorbivano il giorno
era il freddo che bruciava intorno
i desideri che maturavo lento.
Ma con la mente ritorno
alle corse sulla spiaggia all'imbrunire
quando i secchielli potevano costruire
cose che adesso immagino a stento.
Nascere senza sapere di morire,
uno specchio che riflette l'attenzione
cento sguardi che s'infrangono in un milione
che mi scrutano adesso che mi mento.
Lascio sfiorire la mia religione,
degli obiettivi presi e non voluti
su quella spiaggia dove siamo cresciuti
piango le lacrime che impastano cemento.
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Commenti (1)
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Amara4 luglio 2009
...tutta l'amarezza della consapevolezza nel diventare adulti... ma la nostalgia non giova se è spina... è lo sguardo al domani che ci deve accompagnare sempre... e per ieri... si dovrebbe conservare soltanto un morbido sorriso che non faccia male... bellissimi versi... che mi hanno parlato anche di me...
