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Sociale 5 luglio 2009 · lettura 1 min · 3232 letture

Un giorno al pronto soccorso

Berta Biagini 4768 poesie pubblicate
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Come macchinette camici bianchi senza sosta ingoiano chilometri lungo quei corridoi respirano sofferenze fievoli urla chiedono aiuto non vivono sorrisi solo occhi inzuppati in attesa del verdetto.
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L'autore
Berta Biagini

Berta - nata a Firenze l’8. 9. 1947, sono quindi una donna con una certa età, anche se oggi sembra che non si debba dire anziano sino all’età di 80 anni. Sembra buffo, ma l’età che sento di avere sono solo 33 anni, essendo il mio spirito molto giovanile ed allegro - anche se in alcune poesie può sembrare il contrario

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Commenti (8)

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Anna Maria Obadon5 luglio 2009

Il Pronto Soccorso di molti dei nostri ospedali sono spesso luoghi " apocalitticci "...attese interminabili (e c'è sempre una scusa buona) pazienti forse inconsciamente selezionati secondo l'età ed altre amenità del genere. Ho passato troppe giornate al pronto soccorso troppo spesso ho avuto l'impressione di trovarmi in una specie di girone Dantesco. Forse sono stata sfortunata!

Danielinagranata5 luglio 2009

Quante cose ci sarebbero da dire sui pronto soccorso (purtroppo mi è capitato di andarci più volte) attese snervanti persone non sempre gentili sarà che anche io come Anna Maria non sono stata molto fortunata

Una descrizione vivida di quel luogo che diviene spesso di tormento sia per pazienti che per coloro che vi lavorano. Un andirivieni incessante di sofferenze a cui spesso se ne aggiungono altre a causa delle lunghe attese... Così l'ho letta...

M
Mau03585 luglio 2009

No avresti potuto dipingere meglio quello di cui parla la poesia. Condivido tutto quanto da te espresso.

Carlo Sorgia5 luglio 2009

In quei posti che dovrebbero servire da conforto in realtà si assiste a scene ''dell'altro mondo'' tra disperazione e rassegnazione.

Antonella Bonaffini5 luglio 2009

Hai dipinto con parole essenziali ma incisive l'atmosfera di un luogo purtroppo non piacevolissimo... molto apprezzata.

Kiaraluna5 luglio 2009

Un ritratto al carboncino, senza fronzoli, d'una realtà quotidiana quasi sconosciuta e malpagata. Camici, che per l'abitudine al correre, mascherano per dovere e professionalità,i più dolorosi sentimenti, spesso con finta indifferenza. Ovviamente, ogni regola ha le sue eccezioni. Sintetica quanto eloquente, molto apprezzata.

Antonio Biancolillo5 luglio 2009

...occhi che aspettano un verdetto... pensieri che tracimano verso il peggio... e intorno anche l'indifferenza di tanti... e si rimane in attesa... Molto vera e molto sentita.