Umore
Plasmi la vita
con mani d'artigiano
e più la vivi
più trema la tua mano
consumi scarpe
senza guardarti intorno
il capo chino e l'afa
d'ogni nuovo giorno
girandole
infilzate sui tuoi sogni
castelli e bande sono i tuoi balocchi
faccia incallita
scheletro scomposto
amato burattino e saltimbanco
sul palcoscenico
oscurato dell'inconscio
e qui
dove si ferma la sterrata
ti trovo ancor piegato
un carro storto
che ha perso
chissà dove la sua ruota
una preghiera sola vorrei farti
solleva ancora
lo sguardo dalla polvere
e guarda altrove
hai cuor da vendere
cerca di accettarti
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Commenti (2)
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Paolo Eroli10 luglio 2009
una chiara invocazione a tirare avanti... malgrado tutto e tutti i guai... Una poesia che raccomanda il non tener conto delle avversita' che la vita di propone... l'ho letta cosi' e mi è piaciuta molto!
M
Mau035811 luglio 2009
piaciuta senz'altro. credo di poterti dire che hai veramente un bel talento perché descrivi sempre finissimamente persone e stati 'danimo con grande intelligenza e raffinatezza.
