Il silenzio nelle mani
Era una parabola di giorni d'ozio
dove loro se ne andavano in fila
lasciando pugni a catena sulla sagoma
con le iridi in pasta di vetro, riflessi
per possidenti irrequieti, abitanti
di ore prima del viaggio.
Io non c'ero
mi presero l'aria mille anime avverse
la conta dei colori e i tetti, scesi in copula dal colle
finché rimasi foglio alla parete, bianco
per lettere cadute
su un alfabeto che non trattiene.
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Commenti (1)
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Zima16 luglio 2009
la sensazione di vuoto a volte è un vero tormento... fogli bianchi, appesi al muro, parole cadute e stanche, prive di valore... sembra la rappresentazione d'un albero in autunno. molto bello lo scenario intorno e tutto il testo, scritto con maestria.
