La sera di Baratti
Rovisto tra braci che scottano
di sassi brillanti
drappeggiano il mare
poltiglie di specchi
scorie del ferro antico
forge d'elmi e di spade
chiodi per carene
sembrano uscire dalla quiete
d'un paesaggio lunare
contro il cielo arrossato
antiche madri
alzano le braccia
e iniziano
una nenia rovente
quei suoni ondulati
gli abbracci ridestati
dei numi etruschi
coi piedi sprofondati
nella sabbia scura che mi fa da culla
cedo alla sera
tutta notte
e chissà per quante notti
ancora potrò sentirla
dopo la fine d'ogni voce
tornerà a riposare l'acqua
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Commenti (4)
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Paolo Eroli16 luglio 2009
chi come me ama la cultura etrusca sa a che ti riferisci e quelle voci, quei canti, nel pensiero e nell'immaginazioni si mischiano alle scorie metallurgiche di quei luoghi e di quel mare che canti! Bella poesia!
P
Paolo Faccenda16 luglio 2009
Bellissimo lessico che sembra ricercato eppure è semplice, buone le immagini, sufficentemente evocativa. Mi è molto piaciuta!
Azar Rudif17 luglio 2009
Viviamo sui ruderi dei nostri antichi che ogni tanto tornano a farsi vivi e farsi sentire regalandoci sensazioni e immagini come in questa poesia da conservare.
Veleno17 luglio 2009
Sensazioni e emozioni... orme che destano pensieri... vestigia di un angolo di paradiso dove cielo e mare si confondono tra il profumo del vecchio e del nuovo. Splendida Baratti


