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Riflessioni 22 giugno 2005 · lettura 3 min · 1221 letture

A mia Madre

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Giacomo 10 poesie pubblicate
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Oggi ti perdevo, costretto a fuggire, forse per paure non solo mie, non solo tue; eppure continuo a udire, come ieri, il suono di quei passi, paradossalmente, perduti, ma non odo più la tua voce, bensì solo il lamento della tua sofferenza. Avevi un pò di serenità che di certo volevo toglierti, e mi ritrovo qui solo a pensare o riflettere su un me stesso che non conosco più! Chi sono, o Madre mia? Non sento più il caldo calore del tuo cuore e la gioia che attraversava il tuo sorriso; continuo ad udire, strazi, lamenti e forse i miei silenzi son tali per non turbare o rovinare ancor di più il tuo ricordo; ove sei? E ove mi hai portato? Già, quel figlio è, oramai, morto; intravedo solo il profilo indefinito di chi non ti ha saputo amare e forse non amerà mai; egli è solo e spesso guarda a paesaggi infiniti, quasi a rappresentare il senso di nullità e di sperdutezza che affiancano sempre costui; la tua bellezza non c’è più, ma solo il segreto del tuo splendore mi accompagnerà fedele sino alla mia ineluttabile fine. Avverto spesso un senso di gelo e di freddo, che inesorabilmente mi deteriora, agghiacciandomi e bloccando emozioni, represse già prima del nascere. Madre mia non ti vedrò mai più, nè saprai mai che cosa ha fatto o farà mai il tuo piccolo cucciolo smarrito, o quali nipoti rinnoveranno il tuo verbo o la tua infinità eccezionalità. Non ci sei più e mi manchi come e più di prima. Il mio cuore è tanto lacerato dal non poter sopportare altre emozioni, tanta la tristezza che costantemente mi stà accanto e non sfugge mai, proprio come quegli avvoltoi che impadronitisi della preda, pare non la molleranno mai, quasi a voler significare il loro potere incontrastato, la loro forza, il loro dominio su chi è più debole dei medesimi. Io non sono forte e non riesco a trovare una via da percorrere; la malinconia e l’insoddisfazione regnano sovrane nel mio cammino, non facendomi avvertire gli altri doni della natura. Questo son io, a questo son ridotto, a ciò sono abbandonato; di certo chi ero prima non v’è più ed è agevole scommetter che egli non sarà mai!!!!!!!!
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