Il canto di Jana la fata

Dopo anni di vagabondaggio culturale ho avuto il coraggio di riprendere a scrivere. Forse questa volta imparero'. Vivo in una zona poco abitata. Ho davanti a me un monte, un bosco, una valle,un fiume. La mia casa è circondata da un cortile ricco di piante e di fiori. Un cane. Il mio Amore, la mia passione vive i
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A parte qualche riverbero leopardiano (...porgi, paziente, orecchio alla mia voce / porgea gli orecchi al suon della tua voce...) peccato del tutto veniale e che si fa assolvere per la bontà di illuminato canto snodato a meraviglia in tutta la poesia. Jana è nome che cattura, se poi lo si mette sotto la bianca "luna rilucente" diventa dolce e amabile creatura, dal profumo fatato e riverente. L'autore veste un tono più dimesso al cospetto del "poeta imperituro", chiede ascolto alle parole flebili, giacché non vuole turbare la maestà del grande volo, ma ci rassicura che le sue sono "Parole Vere". Profuma di giglio, trasforma in carezze le parole, e veste di vita i sogni. Non sono più assetati i miei bisogni di sana ed impalpabile poesia .

