Mistero
Di che cera sono fatte le tue dita,
di che avorio le tue cosce lisce,
da quale monte è sceso il camoscio
a cui hanno rubato l'incedere i tuoi
passi.
Da quale more mature hanno spremuto
il gusto asprigno dei tuoi seni,
da quale prato alpino ne discende il
verde cullante dei tuoi occhi.
A quale ondeggiare d'onda si ispira
la linea serpentina dei tuoi fianchi,
da dove nasce il fresco della fonte che
dalla tua bocca sgorga quando ridi.
A quale antro muschiato somiglia
la tua grotta segreta che le mie labbra
non si stancano di percorrere, e quel
tuo profumo che ti annuncia quando vieni
ad ammantarmi di brame nella notte,
da quale rosa sconosciuta è stato distillato.
Risposta umana non vi è al mistero divino
che tu sei!
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Commenti (1)
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Daniela Dessì6 agosto 2014
Si percepisce la freschezza dei versi che trasmettono vivide sensazioni, si snodano veloci nelle immagini corpose, ben strutturati fanno apprezzare la loro bellezza.
