Vie di fuga
potrebbe essere nato da una crepa
l'occhio sulla cupola del Pantheon
o un buco
lasciato dal dito di Dio - il sole
per scappare oltre l'atmosfera
non cambierebbe di certo
lo scricchiolio che sento
ai margini, così indifesi
e pronti a sgranarsi
dallo spavento o dallo stupore
ed io che ho sempre odiato
mangiare con le mani
oggi ho i sapori sulle falangi
le consistenze
i riverberi dell'oltreterra
e quel che non ho lo lascio ai posteri
mi buco verso il centro
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L'autore
Zima
Commenti (2)
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Marco Canonico Baca817526 luglio 2009
Davvero molto belli i versi partoiti dall'evasione della fantasia di Zima, delinea la personalità dell'autrice, un metro più in là del quotidiano (concedetemi la citazione musicale) . Versi che trasportano e fanno riflettere, vedere, apprezzare l'inconsueto.
Mirella Crapanzano27 luglio 2009
adoro questa poesia, mi lascia ampi spazi d'interpretazione e così la posso sentire mia e avrebbe lo stesso gusto da leccarsi le dita, il gusto di Essere, di ri - cercarsi, di andare sempre al centro di se stessi, delle cose e le vie di fuga sono sempre aperte a chi vuole andare oltre e non fermarsi mai... è stupenda!


