Disarmonico

Non rammaricarti,
non sei l’unica fonte del dolore,
forse è quel mio disarmonico essere
che mi pone parallelo alla realtà.
Della tua negazione,
non sentirti mai in colpa,
perché in amore
non v’è obbligo di ricambio .
Sii triste però,
per quel tuo senso errato
di sentirti donna,
per quel versare lacrime e latte
nelle fauci di maschi
che non diverranno mai uomini.
Sentiti addolorata
per quel patire di "mamma"
per questo tuo accudire
ed immolarti su altari
di sentimenti deviati.
Non soffermarti inutilmente
a riflettere ancora su di me,
pensa di più al tuo mondo
che stagnante ti colloca
- di sbiego alla vita-
©
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Commenti (3)
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G
Gabriella Caruso25 luglio 2009
l'autore riesce sempre a farci condividere le sue emozioni. Noi siamo quello che siamo, spesso non per colpa di chi ci sta vicino, ma il nostro modo di essere e di sentire la vita. la tristezza ci appartiene sempre e comunque. Può far parte della nostra indole. Molto sentita
S
Sajka28 luglio 2009
C'è un'apertura, un altruismo che mi ha colpito in questi versi. Un sapersi guardare nella bontà e nell'obiettività che diventa salvifica nella consapevolezza dei nostri limiti. Molto condivisa
Rosita Bottigliero2 febbraio 2014
sono versi che regalano una verità ineffabile. ... donna seppur in dolore ...e quel mancare fa riflettere sulla vita... bella. ... complimenti

