Saprebbe
Rumore e caldo veste la terra
sollevando il capo come chiamo.
E a mare si salpa ad altro sogno
d'inganni ebbri e dolci.
Come due labbra acerbe
di sete d'invisibile velo che cade.
Bisbiglio come sera scende l'oscuro.
La grazia e poi più nulla
al giorno di verità dell'anima.
Una pennellata d'alba
per comparire di nuovo nudo
il cielo quella cartella azzurra
con un fermaglio al piacere delle ferite.
Rossore dal basso in alto.
Saprebbe.
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