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Introspezione 28 luglio 2009 · lettura 1 min · 4336 letture

Adagio

Amara 795 poesie pubblicate
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Non chiedo e millanto consapevolezze trascinata sul letto scomodo dal torrente di acque che non vorrei bere Ho smesso di specchiarmi dai massi navigo sulla schiena a mani aperte strappando ancora fili alle sponde carezzata da pochi guizzi d’argento e nel dubbio se amare o no il sole caldo sulla fronte mi domando se forse non sarebbe più semplice poggiare i polsi stanchi sul ventre nell’atto di apnea che credo indolore Ma queste mani non mi vedono Mi pensano bella e non rinunciano all’erba dei bordi fregiandosi di secco e fiori Nel loro nome non lasciatemi arrivare al mare senza la mia spada sul petto
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

(nel libro 'Il cuore nero dei papaveri' e. Opposto - 2014)

L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (5)

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Gesuino Curreli28 luglio 2009

I guizzi d'argento, il torrente che ti accoglie e ti culla nel letto bordato d'erbe, è ameno ritrovo di armenti che cercano ristoro all'arsura, gli schizzi sono segni vitali, sogni d'acqua e frescura; non cercare la calma del mare, incarna le dita alla sponda, affonda l'unghia sulla polpa bruna di terra che odora di salici e oleandri fluttuanti. Guarda il cielo davanti che ti bacia la fronte, scorri la volta celeste e fermati al monte dove, in una triste serata, assopita, trovasti caldo ed amore, dimenticando la stanchezza patita. Sei a mezza partita, e la vita la devi ancora giocare, afferra la radice più ferma, un colpo di schiena, erma d'orgoglio e di lena, volgi ancora il tuo canto al vento dell'alpe e lo sguardo al confine del mare.

Guevara28 luglio 2009

Come un guerriero vuoi dare l'addio alla vita con l'arme in pugno ...lottando, senza arrenderti mai, nella speranza che quei momenti di sconforto non debbano prendere il sopravvento. Nessuno potrà scipparti della tua spada ...tu sei un gladiatore. Un abbraccio

M
Mau035828 luglio 2009

oggi sei proprio come il tuo nome, Amara. Capita. Capita a tutti. C'è chi lotta e chi si lascia andare alla corrente. questo il tuo dubbio. Ma è solo di oggi! Si capisce da come sei attaccata a quei ciuffi d'erba, a quegli schizzi d'argento, alla tua spada. in una sola parola, alla Vita! esprimi sempre bene ed in modo straordinario( anche nel senso di non ordinario) i tuoi stati d'animo. Mi piace leggerti.

Paolo Eroli28 luglio 2009

le tortuose strade di un fiume che nell'amore si specchia... tace ...gorgoglia e fugge... carezze ardite scavalcano le sponde ...un raccontarsi che fa' bene al cuore... Bella e armoniosa poesia!

Fabrizio Diotallevi29 luglio 2009

ho sempre abbinato il poeta con il soldato, l'amore è un campo di battaglia, in questa poesia ho letto questo, come se la tentazione di mollare tutto, prenda il sopravvvento, ma poi prevale il nostro grande amore prima di tutto verso noi stessi, bellissima l'immagine, veramente una toccante poesia visiva