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Famiglia 28 luglio 2009 · lettura 1 min · 7962 letture

Gocce e cicatrici

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Gocce su gocce le sento cadere come pioggia nell'immenso mare del mio dolore, mi sostengo ai ricordi e al loro piacevole sapore che amari paiono fluttuare nelle correnti del mio sapere. Chissà se mai a riva tornerò scampato aspettando la scialuppa resto invano, rimango ancora aggrapato a quel che un dì era il mio viver quotidiano. Vuote pagine son ora cicatrici della mia memoria, ma presto sfoglierò quel libro che con commozione ho stilato, che parla di noi, della nostra storia. Infin intuirò se di mancanze l'animo mio si sentirà libero visto le circostanze, oppure se la tua assenza mi ha cambiato.
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C'era un Albero Secolare nel mio giardino... difficile ora è capire quel ch'è rimasto ...e chi prenderà nel giardino il suo posto!

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Commenti (7)

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Paolo Eroli28 luglio 2009

i RICORDI, SPECIE QUELLI CARI, HANNO UN PESO MOLTO GRANDE NEL VIVERE... ED INTERROGARSI SU QUANTO HANNO LASCIATO SIA COME PRESENZA CHE INSEGNAMENTO E' MOLTO BELLO... uNA BELLA POESIA!

Kiaraluna28 luglio 2009

Le radici di quell'abero sono dentro di te... mai seccheranno finché avrai respiro. Cambiare sì...è inevitabile, ma il cuore si adatta piano piano a vivere in un'altra dimensione, a convivere col rimpianto e i bei ricordi. Bellissima Saverio, solo bellissima.

Antonella Bonaffini28 luglio 2009

La vita riserva come momento anche quello di tirar le somme... ed i nostri conti purtroppo non sempre tornano... avverto molta malinconia in questi versi ma anche il bisogno di darsi delle risposte... particolarmente bella.

Danielinagranata28 luglio 2009

Sarà che Renato è il mio cantante preferito sarà che ho trovato questa poesia molto bella anche se tanto triste e malinconica come se quel filo che teneva legato l'amore si fosse per un momento spezzato ma io me la conservo

E
Epochegel28 luglio 2009

Sant' Agostino quando perse la madre disse non ti chiedo perché me la hai portata via, ma ti ringrazio per avermela data. Continua a sentire la protezione di quell'albero, se guardi bene nel tuo giardino vedrai che è li.

mp47pasquino29 luglio 2009

La vita è il nostro mare, navigarne le onde e i flutti tra tempeste e bonacce ci rinnova radici, quelle perse anche se care affondano nei nostri ricordi un modo che chiude quelle catene col passato per farci crescere, lottare per non soffrire e sorridere al passato per celebrare questo presente ciò che rimane di chi ci ha dato vita, ora onorare quel vagito, rinnovare quel grido al mondo! Esisto e voglio vivere! Riscontro in quest'autore una crescita evolutiva nello scrivere, ricerca da apprezzare e considerare, letta con piacevole coinvolgimento.

Veleno29 luglio 2009

Particolarmente suggestive e sentita... versi di ritmo calmo e meditativo... Condivido il pensiero finale di Pasquino... davvero bella. Piaciuta moltissimo