Desueto
Francesca Mazza
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Desueto
Il modo in cui
Calzi le scarpe, seduta, accavallando
Una gamba sull'altra, e arcuando
Con scioltezza
La tua schiena.
Desueto il modo in cui
L'ombretto
Ti scurisce le palpebre
E il rossetto, un poco opaco,
Riveste di rosa scuro
Le tue labbra.
Desueta,
Sorriderai in quel modo
Contenuto,
E chinerai le ciglia
Socchiudendo gli occhi
Di un desueto colore chiaro
Più scuro della media,
Appallottolando in una mano
Il foglio di un taccuino,
Ormai desueto,
E girerai la testa in
Cerca di un cestino.
Ti alzerai e sistemerai appena
L'orlo della gonna frusciante,
E la tua mano
Sfiorerà il tuo collo, piano,
E poi afferrerà una borsa, quella giusta,
E nel rumore coperto dei tacchi
Avvolta da una vita
Che ti mulina attorno, lucida e brillante,
Arriverai al minuscolo
Cestino strapieno, e
Avrai cura
Del foglio che hai scartato,
Perché non cada a terra.
Desueta,
Mentre la vita
Ti accarezza le guance,
Ti allontanerai
Per una strada, la tua,
Senza che nessuno se ne accorga.
©
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Francesca Mazza
Commenti (1)
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Mr Taarces Caifmonac26 giugno 2012
"Desueta" questa poesia, ma molto musicale e colma di significato... e come tutti noi, "Lei" se ne va, desueta, per la sua strada senza che nessuno se ne accorga. Complimenti, davvero

