L'ancora
Aghi di pino
per carni di selvaggina
le foglie odorano d'aceto e sangue
oscuri drappeggi
le costole dei monti
incidono parole come lame
madida s'alza
l'onda di solitudine
rigogliosa di fiamme
sbianco ai fasti di luce
nell'onda che non indugia
e sa inghiottire ogni terra
dall'oltremare
una pace
mi suona incomprensibile
è un fermento di bocche
a sollevare
fameliche schiume
il porto s'avvicina eppure
non vedo ancora
alcuna riva
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Commenti (2)
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Paolo Eroli9 agosto 2009
le immagini corrono sui drappeggi del mare ...ma non c'e' luce ad indicare un approdo certo... tutto si confonde nell'anima e nel pensiero... Bei versi... bella poesia!
M
Mau035810 agosto 2009
ricca di spunti e di concetti che esprimi efficacemente ed elegantemente. l'ultima strofa poi chiude i versi e dischiude il pensiero. e non solo il tuo.
