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Donne 9 agosto 2009 · lettura 1 min · 8668 letture

Non è che una cornice

B
Benedetta Cavazza Miciamalvina 655 poesie pubblicate
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Battevi i moncherini -ballerini senza posa di una salsa forsennata- Il tuo sorriso senza avorio brillava e ravviavi una ciocca spogliata d'ogni colore Lebbrosa, donna senza corpo accanto a pelle disseccata dalle radiazioni d'una guerra scomparsa invisibile eppure ancora distesa fra le pieghe d'un volto cieco A tavola voi due spettri d'un sogno mancato così ho creduto, per un attimo poi ho chinato il cuore dinanzi a una carezza senza dita e ho provato vergogna al cospetto di iridi illuminate da dentro Voi, donne d'un mondo irraggiungibile belle in una forma indescrivibile vive come io non ho mai osato fare il male che v'attanaglia non è che una cornice su di un capolavoro irripetibile
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a tavola con una malata di lebbra ed una 'malata' a causa delle radiazioni dell'atomica in Giappone... i corpi devastati non erano che una sottolineatura d'anime eccezionali. Il male era servo dello splendore dei cuori i quali davano gioia e serenità,le mie mani non sono mai state lievi come quei moncherini, il mio sguardo mai vivo come quello della cieca che mi sorrideva di fronte.

B
L'autore
Benedetta Cavazza Miciamalvina
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Commenti (4)

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La sensibilità dell'anima va ben oltre l'esteriorità... Versi che toccano il cuore e si fanno percepire nella profondità del loro dire...

Fabrizio Diotallevi10 agosto 2009

versi superlativi che danno lustro a chi li ha scritti, veramente sorprendente, traboccante 'amore verso chi, con le sue tragedie ci insegna a vivere. molto colpito, adoro i finali e questo è stupendo, stupenda pure la nota

mp47pasquino10 agosto 2009

Non polemizzo con le altrui carenze e il verseggiar leggero, ma oggi va' un'inchino a chi di penna versa per davvero... a chi del cuore mesce rima e sentimento e fa' cesello non per dire o per stupire o inneggiare ad un lamento ma di un sorriso che non s'offre solo in quel momento un contentino tanto per... ma col cuore, con sgomento, si questa non è che una cornice d'una vita ch'è fardello di disgrazie di una vita grama ch'è tranello. Chiedo perdono all'autrice per essermi permesso la nota sopra, è solo una stizza o un modo d'umana ribellionecon sempre ben presente la tolleranza e la comprensione, ma quando c'è da dare atto e rispetto, non mi faccio scrupoli e vado dove la ragione mi porta... non ci sono parole da aggiungere... Stupenda.

Rosy Marchettini11 agosto 2009

Grazie per averci regalato questa tua esperienza Grazie per come l'hai trasformata in poesia Poesia meravigliosa Applausi, Benedetta, da questo grande teatro