Tra le righe di un Verso

Camminando nei miei giorni
tra le impronte di una riga
già tracciate da qualcuno
mi distendo nell'inchiostro
tatuandomi la pelle
di parole
è il mio amante nella vita
è nel sangue, nel respiro
questa opera che vibra
come un fiume che trascina
la passione che mi scorre
nelle vene
come un figlio che ti arriva
e lo lasci andare via
cresce muore e nasce ancora
se lo coccolo un secondo
vagabondo, poi riparte
verso il mondo
non è mio, né di nessuno
perché è arte e libertà
vive in musica, in teatro
è uno schizzo di follia
una voce che respira
verso il cielo
Quando penso ch'è perduto
Lo ritrovo nella notte
Dietro iperbole di stelle
Nel silenzio che mi osserva
ed inquieta fuggo via
perché anch'io son di nessuno
Poi mi arrendo al suo volere
concedendomi, suadente
E così riprende il Verso
che sconvolge e fugge via...
©
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L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
Commenti (2)
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mp47pasquino10 agosto 2009
Introspezione che scava nel profondo io, tra le righe il verso che suggella, una saga di pensieri e sogni da toccare e mani giunte su quei sogni d'avvenire, volteggiare liberi tra note e strofe dove l'intimo si rincorre ad ammirare stelle e firmamento di un sogno da sfatare. letta ed apprezzata piacevolmente.
Antonella Bonaffini10 agosto 2009
Che dire... io me la conservo. Una riflessione pacata e consapevole che mi ha molto colpito... Splendida.

