Un Mare Senza Confini

Navigo sulle acque insanguinate dal dolore del nostro addio,
navigo sul mare della disperazione di quel muto saluto
dove i nostri occhi si sono incontranti per l'ultima volta, senza luce, senza speranza.
Vittime di guerra, vittime di una tempesta carica di sofferenza annunciata.
Onde cariche di malignità ci avvolgono,
marinai senza speranza circondati dall'infinito mare di lacrime.
Infreddolito nel deserto, assetato nel freddo mare del nord
ora in completo contrasto mi trovo a combattere contro un nemico inaspettato,
quel mare tanto amico in passato,
quel mare tanto adorato che ora inspiegabilmente si incrocia cercando la mia morte e la mia fine.
Nuvole minacciose si avvicinano alla nostra avventura,
fulmini si scaricano violentemente sul mare sempre più carico di morte,
piccoli bagliori che non fanno altro che esaltare il tenebroso buio della notte tempestosa.
Urlo muto quello del mio cuore,
in mezzo al mare che urla il suo dolore,
in mezzo ad un mondo che è pronto a finire il suo cantore.
Improvvisamente a terra trovo pace, speranza di pace, semplice e utopica pace.
Crepa il terreno ormai straziato dal tremare continuo della sua roccia apparente,
si incendia il verde bosco che tanto sembrava potente,
scende il cielo straziato di lacrime che oramai pressa persino sul misero e unico essere vivente.
Un boato annunciato soffoca l'ultimo respiro del giovane cantore,
morto sommerso dal mare tanto amico quanto uccisore
Si riempiono di sollievo le crepe della terra e si spegne il fuoco del povero bosco bruciacchiato.
Salva è la nave del giovane marinaio, sepolto dal mondo che tanto ha amato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!