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Riflessioni 15 agosto 2009 · lettura 1 min · 2605 letture

Fango nella fonte

Turan 989 poesie pubblicate
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Fango gettato alla fonte ad inquinar ciò che puro nasce che scorre ad abbeverar sete di poesia che nasce da rivoli d'amore da torrenti impetuosi per alleviar dolore cercando di diventar migliori melma gettata dall'acqua stagnante di chi di rabbia vive di chi l'invidia gli divora i giorni primeggiar dove l'argine cade dove più debole è la terra si toglie la ragione a chi labile ha il pensiero poi da lontano si guarda fieri chi rotola nel fango un'occhiata furtiva per veder se nessuno ha visto poi ancor si indossa il saio ed ecco siam pronti di nuovo in alto sull'altare da lassù è molto più facile osservare a capo chino con reverenza per nasconder la baldanza un'occhiata sola basta ormai siam pieni d'esperienza ben si conosce questa gente domani qualcuno piangerà forse anche riuscirà a capire ma se pure urlerà tanto nessuno potrà sentire e poi con quel bel saio chi potrebbe mai pensar che morda anche se tanto sa abbaiare
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Commenti (5)

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AlexMen15 agosto 2009

Questa tua poesia è splendida! Ogni parola mi da emozionanti immagini, un movimentato fiume di appassionanti pensieri che mi penetrano nel cuore. Ben scritta!

Kiaraluna15 agosto 2009

Devo dire che la metafora del saio è davvero calzante, per descrivere un'apparenza di eccelso buonismo condito con un buon vittimismo, per tessere la tela intorno all'ingenuità o anche solo alla buona fede, che non concepisce malafede e non immagina cosa si nasconde. Come sottolineo sempre con chi me ne offre l'occasione, c'è chi si mischia alla folla che grida "al rogo", additando l'innocente, ben camuffato da buon frate. Non mi stupisco della malvagità di certi esseri, ma dell'ingenuità di quelli che non riescono a distinguere il vero dal falso. Versi molto scorrevoli e diretti come un treno alla giusta destinazione, dolore e giusto sdegno, che si abusi della fiducia. Molto apprezzata e profondamente condivisa.

Antonella Bonaffini15 agosto 2009

Si splendida... il luridume disconosce ogni ragionevole confine e spesso si ha il coraggio di spingersi anche oltre... ben oltre quello che ci si potrebbe mai aspettare. Ovviamente... stupenda.

Sono versi molto amari, direi quasi sofferti per una riflessione che purtroppo non si vorrebbe mai dover fare. Cosa c'è di più tremendo che essere traditi da chi all'apparenza pensavamo amico... cosa c'è di più tremendo di qualcuno che ti avvelena il vivere senza farsene accorgere, mascherando la sua vera natura... Ma una cosa è certa... persone così possono farla franca verso il proprio simile ma non certo verso Colui che guarda da più in alto ancora... Così ho voluto commentare...

Cuccu Anna Maria15 agosto 2009

Molto spesso il vecchio detto chi predica bene e razzola male è purtroppo azzeccato. Tutti sono capaci dal pulpito a criticare e a condannare per poi essere lor stessi i primi a peccare. Riflessione amara. Apprezzata.