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Impressioni 15 agosto 2009 · lettura 1 min · 3397 letture

Non ti pensavo

Amara 795 poesie pubblicate
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non ti stavo pensando mi sembrava di non pensarti da tanto quando in quel viso così simile al tuo ma così lontano dal somigliarti ho capito che ti penso senza farlo perché quel che in me ha trovato spazio non abbandonerà i luoghi mi domando cosa avrà pensato lui del mio sguardo così intenso sospeso nei pensieri che cercava nei suoi occhi senza trovarlo quel buio così ricco di luce che ti appartiene poi ho sorriso voltandomi lui non poteva sapere che stavo sorridendo a te mentre ti sussurravo 'ciao'...
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...mi vedo costretta a precisare... che non vi è alcun riferimento mistico...

L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (8)

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Paolo Ursaia15 agosto 2009

Di grande suggestione ed eleganza... rarefatta e sfumata, eppure intensissima. Intessuta nell'onirico, colpisce... molto piaciuta

AlexMen15 agosto 2009

Bella... sopratutto la fortuna di avere accanto qualcuno che possa se pur minimamente rassomigliargli. Apprezzata composizione!

M
Mau035815 agosto 2009

ma sempre, cara Amara, diffidare dalle imitazioni! A parte i giochi di parole trovo che hai uno splendido modo di scrivere, personalissimo intenso e piacevole.

G
Gennaro15 agosto 2009

Hai scoperto di continuare ad amare inconsciamente un uomo che oramai credevi di non pensare più. Che dire? Non so se questi tuoi versi svelano stupore o meravigliosa scoperta. Tu però lo sai, eccome se lo sai...

Gionata Longo15 agosto 2009

"Non ti pensavo": il titolo è ambiguo... o forse è meglio dire polisemico perché riuscito... infatti, può significare che negativamente che non si pensava una persona oppure stupore... quasi apprezzata!

Gesuino Curreli15 agosto 2009

Vivissima. Pochi tratti e la scena è bell'e fatta. Scena casereccia, impudica, complice, sorridente e ruffiana, figlia di nostra età e della poesia, ma figlia del tempo che comanda come debba vestirsi la prim'ora, se al canto degli uccelli, o sotto l'ombra di nubi minacciose, se spogliarsi sotto il sole che la fende, o restare imbronciata come vezzo di donna innamorata. Figlia di arcana voglia e di passione che spinge cuore e corpo all'approdo occasionale, per lasciare il porto dov'è certo l'attracco, il consumo di pasto e di piacere, di bacco e di venere sfumato. Sorriso compiaciuto e di sorpresa che tradisce la fuga dove il pensiero non presenta il rendiconto, a dispetto del giro ripetuto delle cose che predicano normalità e non patimento

s
sandrac16 agosto 2009

Pensando, pensarti, penso, pensato, pensieri... troppe ripetizioni ... Mi piacciono alcuni spunti nel testo, ma nel complesso forse è un po' troppo appesantito da tali ripetizioni.

Michel Capel30 ottobre 2009

...non voglio parlare a nome dell'autrice ma credo che le ripetizioni facciano da contrappeso al titolo della lirica ...da notare che negli ultimi versi non compare la parola o le parole incriminate ..."stavo sorridendo a te" ...è tutto un istante che precede un lungo ed intenso sorriso ...è anche vero che la sostituzione di quelle parole con altre dallo stesso peso e significato, avrebbero reso questa lirica ancor più dolce