Una figlia al padre
Ricordo in periferia il carosello,
la giostra di cavalli il tiro a segno,
nella mia stanza avevi costruito un castello
che felice chiamavo il mio regno.
Con pioggia, neve e sole
mi accompagnavi a scuola ogni mattina.
Ricordo ancora le tue sagge parole
che mi dicevi quando ero bambina.
Avevi sempre argomenti da parlare
dandomi consigli a non finire,
con modi dolci, tu ci sapevi fare,
cercavi sempre di farti capire.
Il giorno che sono nata, mamma è partita
mi sei stato padre, mamma e confidente,
anche se grande ero la tua ferita
in silenzio soffrivi e non dicevi niente.
Un altro uomo entrò nella mia vita
e tu orgoglioso mi donasti in sposa
credendo che la nostra storia fosse finita
scrivesti un quasi addio, in colore rosa
Fra di noi mai ci sarà un addio
sei stato la mia luce, ora sei la fiamma
non sai il bene che ti voglio vecchio mio
adesso di più, perché sono anche mamma.
Auguri babbo, oggi è il tuo giorno,
fammi tornar bambina su quel prato
portami alla giostra, fai che io ritorni
a giocar con l'aquilone, con te al mio fianco.
Per il tuo compleanno, scrivo una poesia
come facevi tu il tempo passato,
te la dedico con tanta simpatia
per dirti grazie, di ciò che mi hai donato.
©
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L'autore
Alcamese
Commenti (2)
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Antonella Bonaffini17 agosto 2009
E lui sarà fierissimo della sua bambina...è molto dolce e tiene bene la rima. Letta con immeso piacere, piaciutissima!
Rosy Marchettini18 agosto 2009
Dolcissimi versi dedicati ad un papà che sorride e ti guarda felice Ricordi, rimpianto, amore... Bella, mi è piaciuta molto


