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Sociale 17 agosto 2009 · lettura 1 min · 3041 letture

Occhi bassi

Lina Sirianni 658 poesie pubblicate
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Come belva crudele divori la mia anima randagia... Ho perduto il passo per la società che chiamano... Civile. Gli occhi bassi, sostano sempre più sull'asfalto grigio di questo vecchio dissestato marciapiede, dove a riposar le gambe stanche siedo ad aspettar l'agonia del tempo.
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Scritta nel 2008

L'autore
Lina Sirianni

ENERGIA MENTALE! Ti prende, ti cerca ti avvolge, ti plagia; sei costretta ad usarla, consumarla;decidendo e agendo con motivazione... "Vago incerta, infiltrata sulla via dei poeti a spargere improbabili sogni che l'energia mentale mi costringe a raccogliere..." "Che importa che vi dica chi sono,

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Commenti (14)

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Cuccu Anna Maria17 agosto 2009

Tristemente gli emarginati senzatetto cercano di riposare le gambe stanche e attendono l'agonia del tempo. Molto profonda. Stupenda.

Angela Rainieri17 agosto 2009

Occhi bassi che racchiudono l'umile tristezza per una società sempre più indifferente e sempre meno civile... Versi struggenti, intimi e sofferti. Stupenda come sempre.

Rosy Marchettini17 agosto 2009

Occhi bassi... " ad aspettar l'agonia del tempo " poesia pregna di infinita tristezza ma anche di vere verità ed io non posso che unirmi all'autrice in questo canto Bellissima poesia che induce alla riflessione, versi che mi sono entrati nell'anima come lance acuminate Applausi, Lina, da questo grande teatro

T
Tonia17 agosto 2009

Se pensassimo per un solo momento a coloro che... sostano ai margini di una strada, agli emarginati... e che a volte per loro scelta hanno optato per questa vita, la nostra ci sembrerebbe senz'altro piu' fortunata della loro e magari forse meno triste! Piaciuta tanto.

M
Mau035817 agosto 2009

Leggo in nota che l'hai scritta nel 2008. spero che oggi, 2009, il tuo animo sia più sereno e speranzoso. Infatti giudico la poesia bellissima ma veramente sconsolata, senza aperture. L'ho sentita molto, comunque, perché è davvero scritta bene ed è palpabile la sua sincerità.

Berta Biagini17 agosto 2009

Scritta nel 2008 – in un anno purtroppo niente è cambiato e chissà per quanto ancora dovremo assistere nelle nostre strade a queste sofferenze – si, perché sono vere sofferenze. Spesso mi chiedo come faranno quei ginocchi a resistere. Sentita

L
Lorenzo Masotto17 agosto 2009

Occhi bassi, di tante piccole anime d'altri tempi, non certo in questo presente... molto belle le tue parole, profonde.

Antonio Biancolillo17 agosto 2009

Quanta tristezza in quegli occhi bassi... emarginati nell'indifferenza di questa società... Riflessione attenta e profonda in questi stupendi versi. .

Versi molto sentiti e suggestivi... Un'amara realtà che nonostante lo scorrere del tempo non migliora il suo essere... Persone che per scelta o costrizione si trovano a vivere ai margini della società sono in estremo aumento... Molto sentita.

F
Franca Canfora17 agosto 2009

In un angolo, dimenticato da tutti, ad aspettare quasi inutilmente che il tempo passi, e che passi in frettta. Bellissime parole per una poesia condivisa.

Paolo Eroli17 agosto 2009

una tristezza che tracima dai versi fanno di quel marciapiede un pensatoio solitario... Belle le immagini e forte il sentimento!

B
Biondi Fernando17 agosto 2009

società che chiamano civile, poesia veramente toccante, stupenda

Angela18 agosto 2009

Tematica difficile che non spaventa l'autrice che con la sua usuale raffinata maestria riesce ad esprimere con versi sublimi l'angoscia il disagio e il dolore di coloro che vivono ai margini della società vittime delle grandi contraddizioni dei nostri tempi

Carla M Casula18 agosto 2009

Breve ma straordinariamente intensa questa istantanea di vita sociale che palesa la notevole abilità poetica dell'autrice. Gradevolissima lettura in tutta la sua profonda essenza d'amara realtà. Ammirevole lo stile e la trattazione del tema.