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Riflessioni 20 agosto 2009 · lettura 1 min · 6701 letture

Misero

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Misero son dinanzi a te, in passato colpevolmente ho creduto d'esserti uguale, anch'io un Re. Caparbiamente tutto ho perduto e smarrito ho la luce che illuminava la mia strada, or non so più dove essa mi conduce c'è buio ovunque vada e senza la tua presenza dimenticar dovrò la mia inconcludenza per tornar a te. Se un dì di me vorrai far un nuovo Re se questo è il tuo volere nulla sarà impossibile, tu ne hai il potere per capir di me l'incomprensibile. Sono solo un misero cuore che ha sbandato su lasciva via, senza capire però che l'onore e il rispetto, da allora ho perduto in vita mia.
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"...Tornerò di nuovo Re sempre che il perdono faccia di nuovo breccia in te!"

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Commenti (9)

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Turan20 agosto 2009

umiltà e grande sentimento in questi versi, semplici, come semplice appare il cuore del poeta, un grande cuore...

Kiaraluna20 agosto 2009

Cuori che hanno sbandato... bellissima metafora per chi ha peccato di presunzione credendosi Re... a chi non è successo, ma se smettessimo di ascoltare solo il nostro ego, sentiremmo la voce di chi ci parla con mille voci ogni momento, mostrandoci la via. Profonda umiltà e consapevolezza in questa poesia, piena di valori da cui attingere per riflettere sul mistero dell'Amore. Semplicemte bella.

F
Franca Canfora20 agosto 2009

Chinare la testa domandando perdono, con umiltà e sincerità, mettendo a nudo un'anima dolente e smarrita, che vuole riconquistare la giusta via e la luce. Apprezzata e condivisa.

M
Mau035820 agosto 2009

il coraggio dell'umiltà e di riconoscere i propri errori chiedendone il perdono. sembra così semplice, ma invece è difficilissimo a farsi. L'autore oggi lo fa e in piena coscienza oltre che in bello stile. I migliori auguri a lui che tutto vada per il meglio insieme al mio apprezzamento per questo atto dignitosissimo.

AlexMen20 agosto 2009

Ammettere le proprie colpe è già un bel traguardo, piacevole lettura del tuo più intimo sentire... fatto mio. Poesia veramente profonda... bellissima!

Paolo Eroli20 agosto 2009

un cuore che ha ceduto a strade infangate, ma che ha il coraggio di confessarlo e chiedere il persono per ritornare ad essere quello che sempre è stato... se tu lo vorrai... Bella poesia piena di sentimento ed onesta'!

mp47pasquino20 agosto 2009

Ammiro l'onestà dell'autore, considero questa un'opera, in cui ci si immerge leggendo, forse tra le righesi nota un'appello al proprio fare, ma io preferisco considerarla poesia e come tale noto il tentativo pur arduo di fare poesia... il perdono lo considero quando la causa è puro e semplice sbaglio dovuto a negligenza o poca esperienza, quando l'errore è scelta che poi si manifesta sbagliata è difficile che io pensi al perdono, forse posso comprendere ma non giustificare, chi sbaglia deve giustamente pagare l'errore e meritarsi il perdono. Spero che le mie considerazioni siano inerenti a ciò che ho inteso leggendo.

Antonella Bonaffini22 agosto 2009

L'importante credo sia sempre aver il coraggio di chiedere perdono... e di non ricascarci! La poesia è bella, vera... io ti perdonerei! Piaciutissima.

Carlo Fracassi22 agosto 2009

Se fossi quella donna penserei che quando si domanda perdono bisogna perdonare, poi subito dopo mi chiederei perché l'uomo che amo è caduto in errore. E poi chiederei al mio compagno, perché sentirsi Re? Non basta essere uomini?