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Donne 26 agosto 2009 · lettura 1 min · 6629 letture

La Bottiglia di Whisky

Rosy Marchettini 709 poesie pubblicate
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Ero felice, lo amavo alla follia, con lui la vita era un incanto tutto splendeva, tutto era luce ...poi, poi un giorno un alito di vento ha spento la luce della mia vita, lui il mio lui, è volato lontano oltre le nuvole, oltre i mari Lo chiamavo io, lo desideravo io, nelle notti che, con il naso incollato alla finestra e gli occhi umidi di pianto, lo cercavo tra le stelle Trascorsero i giorni, trascorsero gli anni, la mera solitudine mi era compagna, ed io, ...ed io con una bottiglia di whisky dopo l'altra cercavo di cancellare la tristezza ed il vuoto che mi opprimeva In quei bicchieri ho annegato me stessa e la vita La bottiglia è finita e con essa la vita... vado da lui da lui, che amo ancora...
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Non è una poesia autobiografica, cerco di pensare ai perché che portano all'utodistruzione delle persone dall'alcol, alla droga, al suicidio Non sempre le mie poesie sono autobiografiche anche se i versi sono scritti in prima persona

L'autore
Rosy Marchettini

Buongiorno a tutti! sono nata a Roma 68 anni fa, mi sono sposata a 20 anni ma sono divorziata Ho due femmine di 47 e 46 anni ed un maschio di 41 mi ha regalato due nipotini ed in arrivò il terzo mentre la seconda figlia mi ha regalato Matilde una bimba che oggi ha 14 anni Per motivi di lavoro ho vissuto in Africa (

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Commenti (21)

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Marcella Condemi26 agosto 2009

bella, dolce e malinconica, questa tua di oggi, una chiusa molto toccante, sinceramente sentita, bellissima Rosy!

Veleno26 agosto 2009

Malinconica. note tristi in questa storia sfumata, velata... ma ancora carica di emozioni al solo ricordo... veramente dolce nella esposizione. Apprezzata e piaciuta moltissimo.

Cuccu Anna Maria26 agosto 2009

Spesso la causa principale che spinge al bere è la solitudine e la disperazione. Si incomincia con un bicchiere e poi si passa alla bottiglia e si arriva alla schiavitù dell'alcool con conseguenze anche mortali. Uno dei grandi mali del nostro secolo. Tanto apprezzata.

Lina Sirianni26 agosto 2009

Mi fanno riflettere molto questi versi... Rifugiarsi in un vizio come l'alcool per poter mettere fine a questa esistenza ... La vita è bella dicono, triste molto triste questa poesia ma veramente bella!

Carlo Sorgia26 agosto 2009

Molto bella dolcissima nell'esposizione e nel ricordo di quell'amore volatilizzato, direi come l'alcool della bottiglia, mentre le sensazioni e le pulsioni rimangono tutte impresse in maniera indelebile nel profondo dek cuore.

Tanja26 agosto 2009

E' una poesia tristissima... hai donato te stessa a una bottiglia di wisky per non pensare al tuo grande amore... ma il ricordo è rimasto e in più ti ritrovi con una bottiglia vuota... come se in fondo questa avesse bevuto la tua anima...

Kiaraluna26 agosto 2009

Fuggire dal dolore, dalla realtà quanto può costare, oltre al dolore stesso? Una fuga disperata alla ricerca di quella felicità rubata che porta sempre più giù. Difficile farsi aiutare anche dalla fede in quei momenti, la disperazione comanda la mente senza riserve. Ma dopo l'abisso si può risalire... Quanta disperazione in questi versi Rosy, bellissimi e pieni d'amore.

Franciscofp26 agosto 2009

Versi dolcissimi e molto malinconici ma affogare nell'alcol la propria amarezza e la propria delusione è un gesto estremo che non ci aiuta, meglio farsene una ragione con la coscienza che la vita è pur sempre bella. Piaciuta moltissimo

T
Tonia26 agosto 2009

Malinconica poesia in cui anneghi nel suo ricordo... con una bottiglia che ti riempie quel tempo tiranno che ti trascina nell'ozio e in un dolore immenso! Apprezzata tantissimo.!

Anna Maria Obadon26 agosto 2009

La vita ci offre a piene mani il dolore e le persone più fragili sono destinate a soccombere perché non ce la fanno a sopportare di perdere quanto di più prezioso pensano di possedere. In realtà non si possiede niente e nessuno, sono situazioni in prestito. Dobbiamo sperare che duri tutto il più a lungo possibile... ma bere forse non è la soluzione migliore per non soffrire. Poesia intrisa di tristezza e disperazione. Piaciuta.

Giovanni Monopoli26 agosto 2009

una poesia offerta oggi molto bella ed emozionante che scivola nella sua tristezza per un amore perduto e per una vita che si vuol lasciare andare... veramente bella... piaciuta molto

Daniela Messana26 agosto 2009

La disperazione è una condizione di vita che mette a dura prova la nostra capacità di sopravvivere di fronte al dramma e alla tragedia più cupa. Non è da tutti riuscire a vivere e ad essere capaci di ricevere aiuto. Versi molto toccanti che fanno riflettere su come la vita di ognuno di noi può cambiare improvvisamente.

Antonio Biancolillo26 agosto 2009

Immagini e e pensieri molto reali che ci offrono questi versi... Quando ti prende quella sensazione di sconforto per amore finito... per amore abbandonato... si cerca di annegare... nei bicchieri vuoti della notte... il proprio dolore... In quei momenti ogni pensiero della mente riesce ad essere più libero ed ogni soluzione ...sarà sempre quella giusta... Difficile il districarsi in quei contrasti di dolore... di solitudine... di sconforto... Quanta forza di volonta che bisognerebbe avere per riprendere... MOlto toccante... molto vera... E' stupenda.

Antonella Bonaffini26 agosto 2009

Molto dolce e malinconica... la sensibilità spesso tende a collimare con la debolezza e dinanzi ad un momento di fatica invece che lottare con tutte le nostre forze per uscirne cediamo il passo all'autodistruzione. Molto, molto bella.

AlexMen26 agosto 2009

In questi casi i perché sono difficili da spiegare... penso che spesso la nostra vita diventa monogama, nel senso che l'unica cosa che conta è l'amore, e finito quello non esiste più nulla. Non voglio dire che l'amore non abbia questa importanza, ma ci sono tante altre cose che lo hanno, la famiglia, gli amici, i figli, gli animali che accudiamo, la musica, il ballo, la solidarietà, il volontariato... scusa questa mia lunga digressione... naturalmente e come sempre... Poesia stupenda!

F
Franca Canfora26 agosto 2009

A volte + solo la solitudine e il desiderio di non pensare, anche se l'alcool non è che un effimero rimedio che poco dura e molfo danneggia. Una poesia la tua per riflettere e più spesso tendere la mano a chi è diperatamente solo.

Berta Biagini26 agosto 2009

Crudi versi nei quali con troppa facilità c'immergiamo senza renderci conto del male che ci facciamo – basta un niente per scatenare l'autodistruzione alla quale poi è difficile tirarci indietro.

Danielinagranata26 agosto 2009

Toccante poesia brutto vizio quello dell'alcool ti annebbia la mente non ti fà pensare e ti fà cadere sempre più nel pozzo e si attende una mano che ci aiuti a risalire ma purtroppo non sempre arriva e allora la bottiglia rimane l'unica amica dei giorni solitari bella triste ma tanto bella e profonda

Fabrizio Diotallevi27 agosto 2009

mi stupisci sempre di più, bellissima per come l'hai esposta, per come mano a mano giungi ad un finale da applausi, piena di frasi sia strazianti sia delicate edolci, ma sempre poesia vera, vera come l'autrice!

Versi immaginari ma purtroppo spesso reali... Molteplici sono le ragioni che a volte inducono uomini o donne a far uso di sostanze nocive o ancor più a pensare al suicidio e purtroppo molti poi muoiono per queste cause... Molto sentita...

Carla M Casula27 agosto 2009

Con incredibile maestria l'autrice ha saputo rendere reali e vividi dei versi non autobiografici. E' una poesia molto intensa e toccante che induce a profondi interrogativi. Meravigliosa in tutta la sua triste essenza.