Notte divinatoria
Il senso dei miei dinieghi pervade angoscioso questa Luna alabastrina.
La cura del silenzio mi stringe in un giogo da crudele cortina.
Plagio della verità che nulla osa.
Complice d'abbandono, spinoso come rosa.
Quest'onda nera non farà più paura.
Ragione e coraggio si stringeranno in una congiura.
Il verbo evocativo mi consegnerà di nuovo alle Muse erudite.
Spesso in sogno mi scalderà passionale Afrodite.
Langue il sorriso sulle piaghe del tramonto.
Non v'è cura dell'infedele consunto.
E la stagione tormentata dalle brume si fa scure per la sorte.
Le nuvole minacciose si schierano a corte.
Il teatro emulativo della quotidianità sarà il referente della mia natura.
Giostra di rincorse ed evasioni tramate dalla mia stessa usura.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!