cena imperfetta
atmosfera di complicità
coppie più o meno
felici
diverse età
camerieri indaffarati
musica amica
la nostra
oramai perduta
un tavolo singolo
il mio
la prima volta
occhi curiosi
dove
tutto o nulla
in una sfera chiusa
io, il musicista
unici muti
piatti, vino
cibi
a coccolare
la solitudine
pensieri immaginari
Tu davanti
bella
assapori il vino
una donna, la
tavolo appartato
che piange
con lui
dramma o felicità
non importa
importa
sentire
me stesso
rumore assordante
pensieri
sforzi
per nascondere
il dolore
tu che manchi
se pur da amica
al mio tavolo
la mia mano
un calice
labbra
umide di vino
nettare
nella mia mente
si riempe
la sfera mia
di solitudine
magari
una sigaretta
ora
a intossicare
le mie immagini
capelli neri lunghi
occhi curiosi
e tristi
commenti
una risata
Tu li
al mio tavolo
pensieri fuggiaschi
la sedia vuota
davanti a me
altro vino
attraversa
il mio cuore
indurito
e un dolce
amaro
conclude
una cena solitaria
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Commenti (1)
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Mg23 maggio 2006
beh... solitudine, dopo (credo) anni di vita in due. e riscoprirsi soli, impauriti ma determinati ad assaggiare comunque il nettare della vita. Scrivi molto bene, ”quadri di pagine di diario”, riesco a vederti M.G
