Quel giorno che seminai il mio campo
Il cielo era coperto
quel giorno sopra al mio campo
tirava lieve una brezza
portava odor di mare e di ginestre
solcava profondo l'aratro
alzando zolle rosse di terra umida
sembravano pensieri scavati nella mente
come a ritrovar fertile approdo
su qui piantar di nuovo il seme della vita
solcava profondo l'aratro
scivolando veloce sull'erba bruciata dal sole
la polvere impregnava il mio respiro
il sudore bagnava il mio corpo
come sale a sciogliere le impurità del tempo
il mio tempo egoista
fatto di giorni persi
cercando un mondo che più non mi appartiene
seminai di grano la mia terra
a piedi nudi lo raccolsi
feci farina e impastai il mio pane
accolsi alla mia tavola il bene e il male
e con lo stesso pane li nutrii
barboni storpi e gran predicatori
senza fermarmi a giudicar dall'apparenza
sarà la vita domani a darne la sentenza
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Cuccu Anna Maria5 settembre 2009
Sì, purtroppo questo accade spesso che si venga giudicati dalle apparenze e in modo sommario giudicati e condannati. Molto profonda. Stupenda.

