Angelo
Il suo sguardo non poteva mentire
mi racconto che stava per morire ed
ora io sono impotente davanti a tutto ciò,
lei inerme,
non n'è morta, non n'è viva semplicemente non n'è
UN ANGELO APPARE NEL CIELO
lei apre gli occhi io li guardo ancora una volta
e si incrociano per l'ultimo breve istante
UN FULMINE CADE NEL DESERTO, NESSUNO LO VEDE
quel fragile corpo inizia a muoversi ad agitarsi
i cuori si fermano
UN ANGELO E CADUTO
un suono assordante
UN TUONO RIMBOMBA NEL DESERTO
un orologio si e fermato
l'altro ticchetta ancora.
la mano e ora fredda,
il mio sguardo si posa su capelli che mai più tocchero,
sui suoi occhi sbarrati
nei quali si vede un grido di dolore
NESSUNO LO SENTE
la mia mano si posa sulle sue labbra,
sono bianche,
non sento la dolce brezza che mi dava gioia,
UN ANGELO E MORTO
mi inginocchio,
la mia testa si appoggia accanto ai suoi petali,
le mie mani impungnano saldamente
la rabbia ed il dolore,
non ero stato in grado di salvarla,
URLA DI TRISTEZZA
TRASPORTATE DAL VENTO
RIECCHEGGIANO IN TUTTO IL DESERTO,
volevo non dover più sentire,
non dover più vedere,
ne parlare,
ne soffrire
UNA CASCATA DI PIOGGIA
SCENDE DAI MIEI OCCHI SUL SUO VOLTO.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
U
Ugo Mastrogiovanni1 maggio 2006
L’argomento m’impietrisce, ma la componente ritmica del verso echeggia maestosa.