Calura estiva (goccia d'eros)
Saverio Chiti
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Seguo quella goccia di termico sudore
che dalla guancia scende
e sui tuoi floridi seni, estasiata pende
senza aver pudore.
Continua poi il suo calare
sul tuo nudo fianco,
dove immaginadola arrivare
il mio sguardo seppur stanco
si posa, ma non osa e volge la vista fuori.
Già il rimescolar di aspri umori
assaporo con il mio vedere,
goccia dopo goccia si coricano sul tuo pube e sul sedere
fiorendo di depravato splendore.
In questa calura pomeridiana
il mio desiderio ancor si riveste di rapito sapore
inducendo tutte le mie fantasie in fila indiana.
Finché come brina
quella goccia ancor carica di passione
e per giunta birichina,
calcando la mia illusione
s'adagia ora sulla tua caviglia
valicandone poi solitaria il confine
e sbocciando dall'alluce infine
in tutta la sua meraviglia.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (2)
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Paolo Eroli8 settembre 2009
gocce di desiderio che nei versi luccicano come lucciole di notte... Bella e non fortemente calcata! Bravo!
Gaia22 Tiziana Porcelli9 settembre 2009
Sorrido nel leggere questi versi... Scritti con leggerezza d'animo, sono delicati e anche un po' spiritosi per un eros che scivola... scivola in quella gocciolina... Così' ho voluto commentare...


