Il giornale
Forse ero distratto
quel giorno
quando passando
dall'angolo di via Piave
non m'accorsi ch'era chiusa
l'imposta dalla quale
ogni mattina ti sporgevi
per vendere il giornale
solo un quotidiano
allungavi a noi passanti
ma chissà per qual ragione
eravam tutti convinti
che fosse doveroso
iniziar il nostro giorno
sfiorando la tua mano
forse era quel tuo sorriso strano
o quel saluto
tre parole
mai le stesse
come se tu lo sapessi
dove andavano i pensieri
ripenso a quando da bambino
passavo con mio padre
e non ricordo l'espressione tua che cambia
ti vedo sempre uguale
vedo i tuoi occhi
seguirmi oltre l'angolo
all'uscita di via Piave
ogni giorno l'hai seguita
quella mia parte di vita
e ora che è chiusa quell'imposta
ho fin quasi timore
ad attraversare ancora quella strada
eran solo cento metri
ma protetto dal tuo sguardo
mi sentivo ancor bambino.
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L'autore
Turan
Commenti (3)
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Paolo Ursaia11 settembre 2009
Struggente e profonda... mai banale, in versi assorti che inucono a medtare. Molto piaciuta
Kiaraluna11 settembre 2009
E' sempre così nella vita... ci si rende conto del valore delle piccole cose quotidiane quando vengono a mancare. Anche il sole è sempre lì...ma solo quando è oscurato dalle nuvole ne sentiamo la mancanza. Poesia di grande intensa nostalgia, profonda riflessione molto sentita e condivisa.
Gaia22 Tiziana Porcelli11 settembre 2009
Una carezza malinconica questi versi, che aiutano a riflettere... Quanti gesti compiamo quotidianamente... in modo quasi meccanico, eppure in quei gesti non siamo coinvolti solo noi ma anche coloro che si trovano sulla nostra strada di vita... Una poesia che ho sentito in modo particolare...



