Invettiva contro un "cyberpoet"
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (5)
Contenuti condivisi pienamente per l'accorato appello del rispetto delle regole classiche del nostro eloquio. Eccellente produzione per l'aspetto formale, nello specifico il lessico e la rima. Testo molto apprezzato. Lodevole.
Condivido le riflessioni sul poetare "selvaggio" che non rispetta le regole della nostra sacrosanta lingua italiana. Soprattutto chi aspira all'olimpo poetico dovrebbe fare molta attenzione al "come" si esprime oltre che al "cosa" esprime . Ma a volte, forse, la disattenzione lessicale e grammaticale è dovuta alla fretta di vedere i propri versi pubblicati in rete e (forse) anche all'idea che ogni pensiero possa diventare poesia. Tutti vorremmo essere considerati "grandi" poeti e la lotta è diventata davvero immane, visto che siamo migliaia a comporre... poesie o pseudo poesie.
Già... Chi pubblica i propri scritti dovrebbe avere almeno la decenza di controllare che siano redatti in un italiano corretto. Godibili quartine. Bravo Benito! Sempre in forma!
...viene sollevata una bella questione ...a volte però le nostra "ispirazione" viene frenata dalle nostre capacità ...non so se potrei essere d'accordo
Pensiamo di saper scrivere, ma quanti errori di ortografia commettiamo per ignoranza o per aver dimenticato le regole dell'ortografia. L'italiano non è così facile come sembra. Basta già il dilemma della giusta ortografia di "perché" o "perché". E poi questo bistrattato congiuntivo. E si, il latino, il latino, quanto ci aiutato a risolvere tanti dubbi. Ma il latino è (e non é) stato messo in soffitta quando sarebbe stato utilissimo per creare un'unica parlata almeno per le lingue di origine neo- latina!


