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Ribellione 11 settembre 2009 · lettura 1 min · 1426 letture

Invettiva contro un "cyberpoet"

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Se ti dicessi quanto mi deprime questo tuo strano salmodiar selvaggio forse la smetterestidi far rime? S'attenuerebbe forse il tuo coraggio? Si può, nel nome dell'intelligenza, brandire i congiuntivi come clave mettendo all'amo quella falsa lenza che sbatte la decenza sotto chiave? Si può, come fai tu senza ricetto, metter accenti e punti sospensivi senza seguire il minimo precetto, negando al ritmo pure i tentativi? Tu la chiami 'Poesia' questa poltiglia che sgorga dal tuo animo di palta che poi rimesti nella paccottiglia a cui la rete dona la ribalta? Non basta, credimi, gratificarsi usando termini strani o desueti, né bastan rime rubate ai sassi se di Grammatica sfidi i decreti. "Se io avrei" non puoi scrivere passandotela liscia, ne mai più leggerò che " tu m'ai fatto ridere" senza voltare il pollice all'ingiù! Continua a scrivere, se ciò t'aggrada, nella maniera che più ti piace però non rompermi se cambio strada e fa il piacere di lasciarmi in pace!
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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (5)

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L
Loreta Salvatore11 settembre 2009

Contenuti condivisi pienamente per l'accorato appello del rispetto delle regole classiche del nostro eloquio. Eccellente produzione per l'aspetto formale, nello specifico il lessico e la rima. Testo molto apprezzato. Lodevole.

Silvana Poccioni11 settembre 2009

Condivido le riflessioni sul poetare "selvaggio" che non rispetta le regole della nostra sacrosanta lingua italiana. Soprattutto chi aspira all'olimpo poetico dovrebbe fare molta attenzione al "come" si esprime oltre che al "cosa" esprime . Ma a volte, forse, la disattenzione lessicale e grammaticale è dovuta alla fretta di vedere i propri versi pubblicati in rete e (forse) anche all'idea che ogni pensiero possa diventare poesia. Tutti vorremmo essere considerati "grandi" poeti e la lotta è diventata davvero immane, visto che siamo migliaia a comporre... poesie o pseudo poesie.

S
Stefano Toschi12 settembre 2009

Già... Chi pubblica i propri scritti dovrebbe avere almeno la decenza di controllare che siano redatti in un italiano corretto. Godibili quartine. Bravo Benito! Sempre in forma!

Michel Capel18 settembre 2009

...viene sollevata una bella questione ...a volte però le nostra "ispirazione" viene frenata dalle nostre capacità ...non so se potrei essere d'accordo

Salvatore Armando Santoro18 settembre 2009

Pensiamo di saper scrivere, ma quanti errori di ortografia commettiamo per ignoranza o per aver dimenticato le regole dell'ortografia. L'italiano non è così facile come sembra. Basta già il dilemma della giusta ortografia di "perché" o "perché". E poi questo bistrattato congiuntivo. E si, il latino, il latino, quanto ci aiutato a risolvere tanti dubbi. Ma il latino è (e non é) stato messo in soffitta quando sarebbe stato utilissimo per creare un'unica parlata almeno per le lingue di origine neo- latina!