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Riflessioni 12 settembre 2009 · lettura 1 min · 4833 letture

Fedeli

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Come panni lavati stenderanno al sole l'anima ad asciugare, dietro le grate d'un confessionale con un – mea culpa mea culpa – tre Ave ed un Pater Noster laveranno le loro colpe ed andranno via mondi delle nefandezze del mondo lasciando solo ...un obolo d'oblio.
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Rasimaco

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Commenti (22)

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A
Alessandro Vigliani12 settembre 2009

bella, cruda, fredda in quella che a me sembra un'invettiva. Molto apprezzata.

Carlo Sorgia12 settembre 2009

Profonda è dire poco Versi scritti da una persona speciale alla ricerca della verità Verità forse già trovata

Anna Maria Obadon12 settembre 2009

La confessione, dietro una grata, diventa inutile se non c'è profondo pentimento e si sa già, lasciato il confessionale, che si ricadrà nuovamente in tentazione e successivo peccato. Fare i conti oggettivamente con la proprio coscienza è molto difficile... generalmente il nostro metro di misurazione diventa molto elastico. Piaciuta.

Paolo Ursaia12 settembre 2009

Asciutta, diretta... vera. Spesso, il sacramento dela Confessione viene prso per quello che non è...un puro lavacro. Bel richiamo, elegante e piaciuto

mp47pasquino12 settembre 2009

In queste riflessioni per altro crude e veritiere, l'autore lancia un'invettiva verso quei tanti pseudo praticanti, fedeli ad un credo e vivono d'apparente Cristianità... trovo azzeccate metafore ed una costruzione di parole degna ed in linea con la capacità poetica di questo autore, che riesce sempre ad esprimersi anche in così breve stesura...

poetapercaso12 settembre 2009

molto bella la costruzione. Leggo un filo di sarcasmo nello stendere i propri panni sporchi lavati in un confessionale ad asciugare. come pensiero personale condivido le riflessioni della Sig. Obadon

Lina Sirianni12 settembre 2009

Non è con una confessione che si sgrava il peccato, serve un sincero pentimento... versi molto diretti e senza troppe parole per esprimere una verità ... Molto apprezzata

Antonella Bonaffini12 settembre 2009

Versi molto saggi e di intensa bellezza... cosa dire? Fantastica.

Angela Rainieri12 settembre 2009

Penso che la confessione sia un sacramento che acquista valore quando nell'anima c'è vero pentimento, altrimenti è solo uno scialacquare la propria coscienza... Sentita e profonda riflessione. Piaciuta e apprezzata tantissimo. Conservo.

Kiaraluna12 settembre 2009

L'ipocrisia è talmente radica nell'umanità da sfidare serenamente Dio e i suoi sacramenti, e parlare di pentimento è sufficiente per alleggerirsi la coscienza. In realtà,forse, la coscienza dell'umanità è stata soppiantata dall'egoismo. Versi molto sentiti, da riflettere.

Frammento12 settembre 2009

...condivido questi versi, perché non basta una mezza preghiera per potersi dire assolti... non credo al pentimento, non quello che ti danno con un gesto sulla fronte

Berta Biagini12 settembre 2009

Attimi di riflessione ci portano alla luce quello che intorno viviamo ogni giorno – spesso sembriamo dei burattini, tutti insieme ci diamo la mano, buoni propositi e poi girato l'angolo tutto ricomincia da capo, magari pensando "tanto domani mi riconfesso!" – dove sta il vero pentimento?.

r
rossella santoro12 settembre 2009

fedeli solo alle nostre ipocrisie, e attenti solo alle nostre esigenze, ogni tanto quando abbiamo paura, cerchiamo Dio, con altra opportunistica soluzione, una confessione per ripulirci. Andiamo e salviamoci, e cerchiamo Dio nelle piccole cose. e che qualcosa ci illumini oltre i tuoi saggi versi.

Jeannine Gérard12 settembre 2009

difficile lavare le nefandezze altrui, ma si tenta con la confessione che molto fanno, ma non sempre lo fanno con verita, l'ipocrisia veleggia nel mondo, e a volta bisogno chiudere gli occhi, ma chi guardo la paiuzza nell'occhio del vicino forze non vede la trave nel suo, dunque mettiamo tutti l'anima al sole facendoci un mia colpa, nella spertanza che le nefandezze del mondo lascia serenità a chi si è pentito. sinceramente. bella e profonda, ma sempre complicata per me commentarti, ma lo faccio con amore del sapere, mi affascinano, intense, le tue breve, sono un gratta capo per me... ma sono stupende quando le leggo e le rileggo,

L
Lorenzo Crocetti12 settembre 2009

Bellissima poesia, che io definirei addirittura "religiosa" perché centra, oserei dire teologicamente, il problema essenziale della confessione e dell'assoluzione, spesso ridotte a un puro atto formale. Rasimaco è uno dei pochi autentici poeti che collaborano a questo sito, per ragioni comprensibili e giusitificabili d'editoria costretto a raccogliere, in mezzo ad autentiche perle come questa anche molte ghiande (le mie per prime). Malgrado non ci sia sia più tempo per soffermarsi, poiché una poesia, dopo un paio d'ore dacché è pubblicata finisce subito in fondo alla seconda pagina e poi scompare, sono lieto che almeno poesie come questa trovino letture e consensi. Segno che nel sito ci sono ancora occhi buoni che sanno bene discernere

Antonio Biancolillo12 settembre 2009

Che metafora stupenda quelle lenzuola stese ...una riflessione molto profonda e veritiera... i versi arrivano diretti... e portano ad un'analisi tra ipocrisia e fede... Sarebbe già tanto riuscire a giudicare in minima parte il nostro diretto comportanmento... il nostro diretto approccio... che non mi sento di poterlo fare per gli altri... L'approccio a quel Sacramento...è un approccio molto intimo... ipocrita o meno...è la propria coscienza che si stende... e ognuno, anche se in quel solo attimo, riesce a stenderla con fede... nessuno potrà mai saperlo. Una poesia stupenda che facilmente è riuscita... nel dono della sua riflessione.

Carlo Fracassi12 settembre 2009

Sono molto convinto che quel tipo di fedeli, con l'anima mondata, dimenticheranno i loro peccati per il gusto di commetterne altri e di rifarsi perdonare, in un rituale senza fine.

Triste12 settembre 2009

C'è un mondo d'ipocrisia dentro e fuori dall'uomo... Due preghiere non basteranno a redimerlo se il suo cuore è indurito. Tanta verità in questi bei versi.

Paolo Eroli12 settembre 2009

Sei ... con quattro versi attraversi cieli e li dissacri della loro purezza... che da tempo hanno perduto... lavato... ricostruito... ma concrepe visibili solo a chi sa vedere... Bellissima!

Rosy Marchettini12 settembre 2009

superba ed eccezionale questa tua di oggi Condivido pienamente il pensiero dell'autore, inginocchiarsi raccontare quattro peccati dire qualche preghiera e poi... ricominciare, un buon dialogo con Gesù e comportarsi in maniera retta questo è esser uomini Applausi, Rasimaco, da questo grande teatro Immensamente piaciuta ed apprezzata

Danielinagranata13 settembre 2009

Questa è una poesia da fiocco rosso per la profondità e il contenuto bastassero 3 ave maria e un pater Noster per lavare via le colpe e lavare l'anima macchiata... purtroppo viviamo in un mondo sempre più brutto a cui non sento di appartenere un'esposizione impeccabile come solo un grande autore può avere

Gabriella Caruso14 settembre 2009

Premetto che pur essendo credente, non sono affatto praticante, ma è opinione diffusa che chi va in chiesa e si confessa sia peggiore degli altri. Secondo me non è né migliore, né peggiore, è proprio come tutti gli altri. Non ci si lava i peccati confessandosi e conitunuando a peccare, ma certo noi non siamo migliori per il sempice fatto che ignoriamo la religione. Per non parlare di quelli che anche sul sito scrivono un giorno una poesia spirituale e il giorno successivo una erotica. Le nefandezze le facciamo tutti. Praticanti e non, credenti e non. Dopo questa breve parentesi ritengo la poesia bellissima dal primo all'ultimo verso.