L'avvoltoio
Sembran rapaci
volano in alto osservando la pianura
attenti a legger tra le righe
l'attimo in cui la debolezza emerge
quando si apre la mente
e l'anima si espone
allora inizian la picchiata
trasformandosi le piume
alla preda appaion colombe
candide pronta a donar luce
raccontano di lor vita
vissuta tra le spine
di quante ne han tolte
a persone crocefisse
di quanto han dato
camminando a piedi nudi
su pietre taglienti di sentieri irti
niente in cambio
per dar conforto a chi propinan aiuto
solo un po' di cenere
da cospargere
sul lor capo devoto
quando l'opera pia han concluso
ritornano a volar nel loro cielo
lasciando dabbasso un corpo
che l'anima magari più non trova
ma solo tanta rabbia
che gli è rimasta addosso
©
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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S
Saccio Mastrallievi12 settembre 2009
il quotidiano ci costringere a condividere amaramente e in silenzio questi verissimi versi. Immediata.
Kiaraluna12 settembre 2009
La cattiveria ha un solo volto coperto da mille maschere, atte ad ogni occasione. Chi è nella prova e nella sofferenza, fisica o morale, vi si affida molto spesso con fiducia, vedendo solo l'immagine di candore, senza immaginare di avere qualcosa che fa gola a quel lupo vestito da agnello... fosse anche solo l'anima, di cui va ghiotto. Agnelli, candide colombe... un bel paesaggio bucolico... un paradiso, se non ci fosse quell'avvoltoio... Versi di profonda verità,condivisi e apprezzatissimi.

