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Satira 16 settembre 2009 · lettura 2 min · 1274 letture

Ismail l'ubriacone

Ed Warner 22 poesie pubblicate
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Giunse al villaggio un gran signore lucente al sole come oro fuso secondo a destra del gran Re Dario per importanza di blasone e rango. Cipiglio audace e prode in arcione sguardo virile pur se confuso dall'alto al basso squadrava fiero le ricche vesti a sfiorare il fango. - Frena cammello... lasciati ammirare- alla bestia da soma, il sommo richiese un passo in piglio deciso, altero e greve. Un'adatta parata insomma, seppure breve ma la bestia fraintese e non lo rispose e con rabbia ribelle si mise a scalciare. Passava di lì travolto dall'ozio anche Ismail, famoso ubriacone con quel suo viso emaciato e smunto la lingua tagliente del vinoso parlare. Il giudizio già perso tra le pieghe del vizio sbraitava risate all'inattesa visione dalle falde del pianto cui presto era giunto si fece beffe del sommo e del suo tribolare. - Oh dotto signore... cos'è ma non vedi? La torre d'avorio di quella sei degno ma lascia la strada a chi l'ha eletta a suo regno e corri ferito alla corte di Dario... che chiami cammello quel tuo bel dromedario!
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Commenti (1)

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Charlo16 settembre 2009

ma che bella sorpresa... poesia molto bella, molto simpatica e molto intensa... il modo per dire le cose che io amo, con leggerezza, con divertimento! Magari sarebbe piaciuta pure a Faber... chissà!