Morte son forte!
Di vetro
è la culla
e non di trine
I baci della mamma
tu non odi
solo il borbottar
d'ossigeno
tetra cornice
al flebile stormir
del cuoricino
Eppure quel pugnetto
che stretto hai al petto
mi dice:
morte son forte,
e il respiro mio
al gelo stanco
del tuo viso vuoto
non cederà
Vuota è la cesta
del pane
e l'anfora dell'acqua
è un po' incrinata
mi gira la testa
-forse vuole danzare
coi raggi atroci del sole-
ma le gambe ancor
voglion andare
Percorrerò la strada,
quella sabbiosa
il passo inciamperà
nella fatica del salire
ma lì,dove tremola la luce
m'aspetta l'ombra della sera
ed il riposo:
morte son forte,
e gli darò da bere
ai fratellini miei
che per la fame
non posson più vedere.
Che immagini, Signore
queste m'hai dato
mentre sul monte d'un bosco sconosciuto
il viso in pianto
m'hai baciato.
Ora asciugo la bocca sbavata
dal lamento
e dico:
morte son forte
e benedico
tutti color che sanno
ancor lottare
per fare della terra
se non un paradiso
almeno
lo scrigno sacro del sorriso.
©
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia16 settembre 2009
Dura e meravigliosa insieme... versi eleganti, intensi, che scendono dentro, e brucuano. Piaciuta
A
Angelosilv17 settembre 2009
Sembra che vi una svolta legata a questa poesia. Ha una sua fluidità che contiene un invito. L'invito a lasciarsi mai abbattare, nenache se sembra che non si hanno i mezzi materiali a disposizione (la cesta del pane vuota). Insegna la speranza ed il coraggio
