Lacrima nella notte
Togli lentamente le scarpe.
Piano piano.
Poi le mani scivolano sui piedi stanchi,
tolgono le calze.
Salgono più in alto,
sbottonano i blue jeans.
Li sfili.
Poi tocca alla maglietta,
ultimo gesto.
Ti siedi sul letto,
alzi le gambe, le allunghi.
Poggi la testa sul cuscino.
E' la sera, il momento migliore.
Chiudi gli occhi, fai un sospiro.
Pensi a quel che hai fatto,
a quel che hai da fare.
Riposi i muscoli tesi del viso.
A volte sei nervoso, altre pensieroso,
altre sorridente.
La mente vaga,
perlustra i confini
dei tuoi ricordi;
imprevedibile,
inciampa
in meraviglie che avevi nascosto,
in baratri che avevi censurato.
La sera a volte è il momento peggiore.
Riapri gli occhi, vedi il nero, richiudi gli occhi.
Fai un sospiro.
I pensieri ti circondano.
Il tuo futuro, qualche volta il tuo passato.
Il peggiore è il tuo presente.
Treno di passaggio tra il prima e il dopo.
Pensi ai tuoi sogni, ai tuoi errori,
a una parola non detta,
a un bacio non dato,
a un sorriso che hai ricevuto
a tuo nonno che non c'è più.
Giri la testa.
Il naso preme sul cuscino.
Cade una lacrima nella notte.
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Commenti (1)
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Giorgia Spurio17 settembre 2009
mi piace, lo sai? bella! è così che ci sentiamo alla sera: stanchi. stanchi di quest'oggi che non passa mai, di questa sera seduta sul divano davanti ad una tv fredda... stanchi del domani che non si sa mai cosa diamine sarà mai... stanchi di quel ieri che sempre come uno spettro tortura la mente... e attendiamo, attendiamo la fine del viaggio, attendiamo la prossima fermata di questo Treno... noi passeggeri nel freddo vagone dell'Oggi... e intanto, intanto mentre tutti dormono, di nascosto piangiamo...
