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Riflessioni 17 settembre 2009 · lettura 1 min · 5598 letture

Mi chiamo Carlo

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Mi chiamo Carlo e faccio il soldato di ordini e disciplina vivo nel quotidiano, non per questo però casa mia ho lasciato a chi mi scredita e sputa in faccia ...tendo la mano Nell’italica nazione siam spesso visti come "stronzi" esaltati, serviamo però quando c’è bisogno d’azione ...contro la criminalità necessitano anche i soldati Non sono poi tanto diverso da te anch’io ho una famiglia ch’è sempre in pena per me, al casolare ogni notizia è vissuta con fermento attendono con ansia il mio ritorno e la fine del tormento Son giunto in questo straniero paese per difendere la democrazia e credo nella libertà di ogni individuo chiunque egli sia ...ma perché no! anche per lo stipendio a fine mese Qua i nemici non conosco ne trovo di continuo chi è capace di farsi saltare sul posto ...eppure io ero venuto in pace Oggi ho visto i miei commilitoni ...i miei amici morire ecco! solo questo volevo dire, tuttavia invece del dolore, del cordoglio ...il tuo pretestuoso lamento ancor ho dovuto sentire.
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Solo lutto... anch’io ho fatto il militare... ero a Bologna quel tragico 2 Agosto ‘80, ho visto di cosa son capaci i soldati, sempre pronti a mettersi a disposizione della comunità, in ogni necessità, in ogni calamità ...con devozione. Ci sono uomini che "lavorano" per noi, per far si che anche gli altri abbiano una possibilità

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Commenti (3)

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Gabriella Caruso17 settembre 2009

Quando succedono fatti come questo, si strumentalizza e nascono le polemiche. Anche io ritengo che i nostri soldati debbano ritornare in patria, ma dal punto di vista umano, mi sento profondamente colpita per queste giovani vite, che partono sì per lo stipendio, ma anche perche credono in quello che fanno. Giovani vite spezzate dall'odio e non solo dala guerra. Bella bella la tua poesia

Kiaraluna17 settembre 2009

Morire in guerra è un orrore... morire in una guerra di pace... una contraddizione che non ha nome. Fin troppo bella per per una ragione cosi barbara... bravo Saverio, come sempre.

Rasimaco17 settembre 2009

all'autore un inchino ed un plauso... poesia che dice tutta la verità... ed io so cos'è la verità!