17/09/09 Kabul
Luciano Tarabella
944 poesie pubblicate
+ Segui
Ma la pace si fa coll'armi in mano
o restando ciascuno a casa sua?
'Un si doveva anda' tanto lontano
allo sprofondo drento quella bùa! (1)
Ora c'è morte, bare, tanta antua (2)
e angoscia per ir popolo sovrano
che pensa che facendo i fatti tua
di certo nun s'incazza ir talebano.
Ed ecco è tutto un coro di gran ruti (3)
che fanno i ben pagati càaritti (4)
per cui alla tivvù c'è foco e fiamme.
Io credo che, in onore dei caduti,
bisognerebbe stare tutti zitti
per ascorta' dimorto le su' mamme.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Amara18 settembre 2009
...la guerra non può portare che morte... condivido il senso ed è bella la poesia...

