Quei ragazzi di Kabul (quei ragazzi del Sud)
e al posto
di valigie di cartone
e di treni di notte
pieni di sonno e di fumo
ora per lavoro
si migra col fucile in spalla
dove le ombre vili
divorano la pace
e la vita dei ragazzi
è il Sud che paga
è il Sud che muore
di promesse mancate
lasciando fiori sui caduti
per un ritaglio di dignità
ora il fucile è l'aratro
il piccone del minatore
la forgia dell'operaio
diventa la guerra
sinonimo di riscatto
lì dove non arrivano
brezze saline
profumi di olivi e di aranci
schianti di sole
ma solo il pianto
più amaro
per l'addio
dei ragazzi del Sud
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Commenti (1)
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M
Mp Luciani18 settembre 2009
Giusta considerazione che abbraccia la storia del nostro sud. E illumina di ulteriore dignità, e dolore, la loro morte. Verso armonioso. Toccante inizio. Molto bella.