Penombra
Saverio Chiti
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T'aspettavo... nella penombra della sera
e afflitto ti guardavo arrivare in punta di piedi
dopo che ti eri specchiata virtuosa
nelle acque del lago nella brughiera.
Eri bella in quell'immagine sontuosa
che anch'io vidi...
come un angelo sublime mi sembrasti,
ma invece eri diabolicamente imperfetta
infatti per me manco un'istante serbasti.
Quante volte ti ho maledetta...
vane furono le mie speranze
d'averti fra le mie braccia
e coprire con le mie, le tue labbra dorate
affinché così la tua bocca taccia
d'apostrofare il cuor mio che si faceva innanze.
Dubbiose e illusorie quindi le mie forze son sembrate
e persero coraggio...
finendo nel vivere ancor nella penombra della sera
nascosto agli occhi di chi spera,
subendone perciò mestamente il suo oltraggio.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (1)
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Giorgia Spurio23 settembre 2009
all'Ossessione piace la penombra: è il posto dove meglio può nascondersi, dove meglio può plasmarsi, dove meglio può prender carne di ciò che ti assilla... quella stessa penombra dove poi ci nascondiamo noi, lì forse per trovar pace, per trovar risposte, o solo per le speranze nelle attese.

