Mio padre
Era li... disteso sul suo letto,
il volto sereno e quasi sorridente,
la pelle liscia come la seta,
gli occhi chiusi per il meritato riposo.
In un attimo aveva abbandonato ogni sofferenza,
lenito ogni dolore.
Era tutto finito sembrava quasi tirare un
sospiro di sollievo dopo il lungo calvario.
Il dolore appartiene a chi resta al mondo,
a chi non lo rivedrà,
a chi lo ha vissuto,
a chi lo ha avuto vicino,
a chi lo ha amato.
il dolore è una lama sottile che non ti uccide
ma ti resta dentro ricordandoti ogni tanto che
fa parte di te e non puoi strapparlo via.
Ma è meglio sopportare la spada nel cuore
che dimenticarmi di te...
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Commenti (2)
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M
Mauro Zappi4 maggio 2006
Grande Giovanni... sentimenti puri... sono certo che lui la apprezzerà..! Mauro
A
Anna De Luca4 maggio 2006
le mie parole ”a mio padre” e le tue parole ”a mio padre”.così diverse.eppure così uguali.figli nel tempo ancora come bambini.