Jazz please

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (3)
sei forse una delle più poetiche e poetesse. peccato che tu non mantenga le promesse. originale, personale, varia di temi colori ed accenti, ti leggo sempre con curiosità per vedere cosa tu abbia scritto e quasi mai ne me trovo deluso. per mostrarti quanto sono generoso ti libero dalla promessa. amici come prima. sei proprio b r a v a.
Originale, nonostante il tema trattato la poesia è piena di vivacità, perché in fondo morire è un fatto naturale, non tanto dissimile dal nascere. Cosa eravamo prima di nascere? semplicemente quello che saremo dopo morti. E se abbiamo sopravvisuto millenni prima di nascere soravviveremo millenni dopo la morte. Forse mi sono allontanata troppo dalla tua poesia. In tutti i casi mi è piaciuta molto, anzi moltissimo.
...mi sembra di ascoltare una canzone di De andre, questa poesia è su quel genere, molto profonda e un po' malinconica... d'altronde sei genovese. La morte nasce con la vita e a volte quel senso di putrefazione, condiziona il nostre esistere... dopo... non ci deve importare, facciamo suonare alla banda un inno alla vita... il paradiso può attendere! Bella e come sempre, particolare.


