Carte unte
Privo della luce che i tuoi occhi
sanno dare, grigio e vuoto il
mondo appare.
Inverno interminabile, dove la
vita non riposa ma è volata via,
da repentina paura motivata.
In carte unte e stropicciate, i
giorni miei si sono trasformati,
da venti capricciosi fatti svolazzare,
senza meta e senza posa.
Notti desertiche, le notti, ove il gelo
ha soppiantato la calura, insediandosi
non solo nelle ossa ma ghiacciando
il pozzo profondo del mio cuore.
Priva di sogni e di speranza, al fine
giunge l'alba, che di befana dispettosa
assunte le sembianze, prodiga regali
a piene mani: pupazzi tutti uguali.
Condannato a vivere mi sento in
una vuota scatola, quale leone
privato della sua savana.
Vivere senza te non può chiamarsi
vita, ma illusione fatua che svanisce,
come per un film, con la parola fine.
Il gioco nella vita, mia goccia di
rugiada, è solo un attimo che fugge
e non la sua essenza, ed io per te,
tutto vorrò essere meno che un giocatore.
Con l'amore non è dato di giocare!
©
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