L' esser giovane
Nell'acerba stagione degli anni
scandivo la mia solitudine
nel silenzio del tempo.
Mi perdevo nel verde dei prati
a rincorrere forte i miei sogni scaduti
respiravo frenando l'ingenua natura
e lo sguardo evitavo degli occhi l'opposto.
Fu così che andai via con la mia fantasia
sottraendo a quegli anni i momenti più gai.
Continuai a baciare la vita a me ingrata
regalando alle ore proibite
rinnovate speranze mai perse.
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Commenti (1)
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Daniela Messana29 settembre 2009
I rimpianti della vita passata, soprattutto quelli dell'adolescenza sono infiniti. Quanta solitudine durante i giovani anni di vita si puo' risentire quando si spera sempre e ci si affida nella propria natura che sogna e che ci fa continuare a volare. Questi versi hanno parlato al cuore della ragazza che ero, proprio cosi' come li ho sentiti.
