Sorge dall'acque profonde
Salvatore Curatolo
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Sorge dall'acque profonde
Venere
e fiotti e rivoli salmastri
l'accarezzano, ritornando al mare.
Luccicano nel sole morente
capelli dai bagliori d'ossidiana
e il bronzo fremente delle spalle
e dei fianchi è increspato appena
dal vento dei vulcani d'oriente.
Danza su tappeti di pomice
Venere
per gli occhi e il petto degli uomini.
Ma gli occhi suoi son gemme d'oceano
e il ventre e i seni suoi lava tornita
sospesa su pinnacoli di basalto.
Siede sui ciottoli umidi della battigia
Venere dalle ginocchia spigolose,
mentre lo sguardo scruta, in lontananza,
il ventre rotondo della terra
così distante eppur così vicino
agli occhi e al petto degli uomini.
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Salvatore Curatolo
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