Liberami
Illuminata dalla luna una lacrima
Solcava il volto coperto dal pesante elmo
Quella stessa corazza, segnata da mortali fendenti
Unica difesa in dolorose battaglie
Stringeva ora il petto, imprigionava il cuore battagliero
Di un impaurito cavaliere.
Inginocchiato, la spada come bastone
Senza più fiato per parole d'amore
i sentimenti soffocati dal freddo metallo
Attende l'incantesimo della sua Musa
Anela poche parole mai dimenticate
Capaci di distruggere l'immortale armatura
e sprigionare nuovamente
La sterminata luce del suo amore.
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Commenti (1)
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Saverio Chiti7 ottobre 2009
vabbè non sono un critico, ne tantomeno son portatore di "cultura"... a me però sembrano versi di prosa... altrettanto belli senza dubbio! ma per la struttura direi (e qui ribadisco la mia ignoranza) che più assomiglia alla prosa. Anch'io "caddi" più volte nell'errore e più di una volta trovai chi mi bacchettò, della sua immensa cultura... ne percepii il sentore! Comunque... bei versi!
