E bolas
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Nella stanza dove accomodiamo su sedie impagliate l'amico sentimento che pervade il sangue dal giorno che, più forti, si sono destati i battiti, per pulsioni che segnano la vita. Con essi accompagniamo la nostra esistenza, con essi varchiamo soglie d'amore e di tristezza, navighiamo in sogni impossibili, a volte inconfessabili, pur nel candore della loro vergine essenza. Con sentimenti combattiamo il nulla nel quale succede che si corra il rischio di cadere, e per istinto (ma è dote del poeta) ci si affida ai voli che si specchiano nei cristalli del cielo, quasi a voler esorcizzare il pericolo corso. Sentimenti spesso di improbabile decifrazione e allora li si accomuna al volo, quello alto e imperioso dei volatili imprendibili e superbi.
Versi delicati in cui quel sentimento trova spazi per volare e bearsi in quegli "arcani momenti/di luce e speranza"... Così l'ho sentita...
Un mix ben amalgamato di pacatezza ed emotività,nostalgia ed attualità,timida speranza ed accorato desiderio. "Su sentidu",filo conduttore del componimento poetico, abbandonando precocemente la natura intimistica, si tramuta ben presto in "esocentrismo" e si eleva, flebile ma altero, come una preghiera, come un inno che, in un unico e speranzoso afflato, abbraccia tutta l'umanità. Pregevole la stesura in Lingua Sarda, profonda ed aerea al contempo, fortemente esplicativa e musicale; apprezzabilissima la traduzione italiana che ha conservato l'espressività,la raffinatezza e l'armonia insite nei versi redatti in Sardo.


